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DONNE, AGRICOLTURA E FUTURO: IL FOCUS DELLA FAO 2026

La FAO ha proclamato il 2026 come anno dedicato alle donne in agricoltura, per accendere i riflettori su un pilastro invisibile dei sistemi agroalimentari.

Le agricoltrici rappresentano il 41% della forza lavoro agricola mondiale, contribuiscono alla sicurezza alimentare, alla nutrizione e al sostegno delle economie rurali.

Eppure affrontano ancora barriere che le penalizzano: meno accesso alla terra e al credito, retribuzioni più basse, minore partecipazione alle decisioni e, secondo recenti studi FAO, perfino una maggiore vulnerabilità agli impatti climatici.

Colmare il divario non è solo una questione di giustizia sociale: significherebbe ridurre l’insicurezza alimentare e aumentare il Pil globale fino a 1.000 miliardi di dollari.

Il 2026 sarà un’occasione per promuovere politiche concrete, valorizzare competenze e restituire centralità a chi, ogni giorno, sostiene la nostra agricoltura.
FNA sostiene una visione più equa e inclusiva del settore agricolo, a beneficio delle comunità rurali e del Paese.

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BANDO SICILIA 2026

Arriva un bando da 100 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese agricole in Sicilia. L’obiettivo è rafforzare competitività, innovazione e sostenibilità ambientale, accompagnando le aziende nelle sfide climatiche e di mercato.

Contributi fino al 65%, che salgono all’80% per i giovani agricoltori e per le aziende in zone svantaggiate.

Finanziabili investimenti strutturali, tecnologici ed energetici, dall’acquisto di macchinari alla gestione delle risorse idriche.

Domande dal 9 marzo all’8 giugno sul portale Sviluppo Rurale Sicilia.

FNA resta al fianco delle imprese agricole per informare, orientare e supportare l’accesso alle opportunità di finanziamento.

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MICROCREDITO RURALE

Accademia Rete PAC – Connessioni Rurali è un progetto promosso nell’ambito della Rete PAC che mette in collegamento università, imprese agricole e istituzioni per costruire competenze utili all’agricoltura del futuro.

L’obiettivo è superare il modello tradizionale di formazione e creare un percorso condiviso su tre grandi sfide: transizione ecologica, digitale e generazionale. Attraverso lezioni, laboratori e confronto diretto con le aziende, studenti e operatori del settore collaborano per trasformare la conoscenza in soluzioni concrete per i territori rurali.

Un’iniziativa che punta a valorizzare i giovani e rafforzare il legame tra formazione, innovazione e sviluppo agricolo.

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INCENTIVI ISMEA 2026

Il 2026 porta nuovi incentivi per il settore agricolo. Tra le misure principali c’è ISMEA Investe 2026 (domande dall’8 gennaio al 15 maggio), rivolto a imprese strutturate che vogliono crescere e innovare, con finanziamenti tra 2 e 20 milioni di euro.

Spazio anche a Giovani e imprenditoria femminile, con mutui a tasso zero e contributi a fondo perduto per investimenti fino a 1,5 milioni di euro.

In arrivo inoltre Generazione Terra 2026, dedicato all’acquisto di terreni per favorire il ricambio generazionale.

FNA segue e aggiorna su bandi e opportunità per lo sviluppo dell’agricoltura italiana.

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UN PASSO AVANTI PER I GIOVANI IMPRENDITORI

Nella giornata di giovedì 23 ottobre, Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) ha approvato il disegno di legge di iniziativa del Consigliere Cosimo Nesci (CONFSAL), volto a istituire una Sezione speciale “Garanzia Giovani Imprenditori” presso il Fondo centrale di garanzia per le PMI.

Il provvedimento punta a favorire l’accesso al credito dei giovani fino a 35 anni che intendono avviare attività produttive ma non dispongono di garanzie patrimoniali proprie o familiari.

La misura, a costo invariato per la finanza pubblica, prevede una riallocazione del 10% delle risorse dei bandi a fondo perduto, istituendo una copertura pubblica gratuita fino al 100% dei finanziamenti, subordinata alla valutazione positiva del progetto imprenditoriale.

“Questa proposta – ha spiegato Nesci – nasce dall’esigenza di colmare una disuguaglianza strutturale che da anni penalizza migliaia di giovani capaci ma privi di garanzie reali, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree più fragili del Paese, costretti a rinunciare o a emigrare. Restituire loro parità di condizioni significa investire nella coesione territoriale e nel futuro produttivo dell’Italia”.

Il Consigliere Nesci ha sottolineato come la misura contribuisca anche al contrasto dei fenomeni di marginalità e illegalità, “offrendo strumenti concreti di emancipazione economica ai giovani in condizioni di difficoltà e nuove opportunità di impresa nei territori più deboli”.

“Con la Garanzia giovani imprenditori – ha aggiunto – lo Stato non regala fondi, ma mette fiducia nei progetti e nelle persone, con criteri trasparenti, controlli rigorosi e un monitoraggio triennale accurato dei risultati”.

La misura mira a rimuovere una condizione di diseguaglianza sostanziale, che nel tempo ha determinato una disparità di opportunità tra giovani provenienti da famiglie economicamente solide e quelli appartenenti a contesti meno agiati. La concessione della garanzia a titolo gratuito, sarà subordinata alla positiva valutazione del progetto imprenditoriale e potrà coprire fino al 100% dell’importo finanziato, nei casi di assenza totale di altre forme di garanzia.

L’accesso al beneficio avverrà nel rispetto di criteri oggettivi, omogenei e trasparenti, assicurando parità di trattamento, uso efficiente delle risorse pubbliche e coerenza con le strategie nazionali ed europee in materia di sviluppo, occupazione giovanile e inclusione sociale.

Il testo sarà ora trasmesso al Parlamento, ai sensi dell’articolo 99 della Costituzione, per l’avvio dell’iter legislativo.

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IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA EUROPEA

Garantire un futuro solido per gli agricoltori e per il cibo che arriva sulle nostre tavole è una priorità per l’Unione Europea.

La Commissione ha definito una visione che guarda al 2040, con l’obiettivo di costruire un sistema alimentare più equo, competitivo e sostenibile, capace di fornire prodotti accessibili a tutti e sostenere chi lavora ogni giorno nei campi.

Tra le linee principali di intervento:
• rendere l’agricoltura un settore attrattivo per le nuove generazioni;
• rafforzare competitività, resilienza e sicurezza alimentare;
• accompagnare la transizione verso pratiche sempre più sostenibili;
• valorizzare prodotti, tradizioni e comunità rurali.

Per realizzare questa visione, l’UE collaborerà a stretto contatto con agricoltori, imprese alimentari e territori, puntando su innovazione, semplificazione e formazione.

FNA sostiene un futuro dell’agricoltura che tuteli produttori, consumatori e territorio.

Per essere al fianco di chi lavora la terra, ogni giorno.

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5.OOO GIOVANI IN CAMPO-IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA

Sono oltre 5.000 i giovani agricoltori under 35 impegnati nelle campagne pugliesi, portando avanti un modello di agricoltura sostenibile, innovativa e creativa. Un vero serbatoio di idee e competenze che contribuisce alla crescita del settore e alla sicurezza alimentare del Paese.

Nonostante ostacoli come burocrazia e costi elevati, questi giovani dimostrano resilienza e capacità di innovare, investendo in nuove tecniche produttive e nella tutela dell’ambiente e della biodiversità.

FNA sostiene il lavoro e le aspirazioni delle nuove generazioni, perché il futuro dell’agricoltura passa anche dalle loro mani.

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UN TERZO DEI LAVORATORI AGRICOLI IN ITALIA E’ STRANIERO

Oggi oltre un terzo dei lavoratori agricoli è straniero, un dato in costante crescita negli ultimi anni. La maggior parte proviene da Paesi extra UE come India, Marocco, Albania, Pakistan e Senegal, e svolge mansioni fondamentali in settori come orticoltura, frutticoltura, viticoltura e allevamento.

Secondo il Dossier Immigrazione 2024, 9 lavoratori stranieri su 10 hanno contratti a termine e guadagnano in media il 30% in meno degli italiani, nonostante spesso abbiano titoli di studio superiori alle mansioni che ricoprono.

Molti vivono in condizioni abitative precarie e affrontano la costante incertezza legata al permesso di soggiorno, che li espone al rischio di sfruttamento.

Intanto, in alcune aree del Nord Italia oltre il 50% della forza lavoro agricola è composta da stranieri, segno di una dipendenza strutturale del settore dal lavoro migrante.

Il contributo degli stranieri è essenziale per il nostro sistema agricolo, ma servono maggiori tutele, diritti e legalità per garantire dignità a chi lavora ogni giorno nei campi.

A FNA sta a cuore la dignità del lavoro agricolo e l’impegno per un’agricoltura più giusta, inclusiva e libera dallo sfruttamento.

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APE SOCIALE

Sai che anche i lavoratori agricoli possono accedere all’Ape sociale?

Si tratta di un’indennità a carico dello stato, erogata dall’INPS, fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Anche gli agricoltori, autonomi e dipendenti possono accedere all’indennità a 63 anni e 5 mesi e 30 anni di contributi nei seguenti casi:

-come disoccupato e aver usufruito integralmente della disoccupazione agricola;

-come lavoratore dipendente addetto alle mansioni gravose (min. 36 anni di anzianità contributiva).

Per poter presentare la richiesta di Ape sociale, il lavoratore agricolo deve aver svolto tale attività:

-per 7 anni negli ultimi 10(ovvero 156 contributi giornalieri annui per 7 anni;)

-per 6 anni negli ultimi 7 (ovvero 156 contributi giornalieri annui per 6 anni).

Per ottenere la prestazione gli interessati devono presentare all’INPS:

-istanza per la verifica del possesso dei requisiti, entro e non oltre il 30 novembre 2025;

-domanda di accesso alla prestazione.

Non è cumulabile con i redditi di lavoro autonomo e dipendente, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale entro un massimo di 5mila euro annui lordi.

L’Ape sociale è una misura sperimentale, in vigore dal 1° maggio 2017 e prorogata fino al 31 dicembre 2025.

Se hai dubbi, chiedi aiuto alle sedi territoriali FNA, CAF, EPAS al tuo fianco.

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AGRICAT: il fondo che tutela l’agricoltura dai danni climatici

Il Fondo Mutualistico Nazionale per la copertura dei danni catastrofali meteoclimatici (Agricat) è uno strumento previsto dal Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 per sostenere gli agricoltori che subiscono danni da alluvione, gelo o brina e siccità.

Gestito da ISMEA attraverso Agri-CAT S.r.l., il Fondo ha una dotazione annuale di circa 350 milioni di euro ed è finanziato dal 3% dei pagamenti diretti della PAC e dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).

Un’iniziativa concreta per garantire tutela e stabilità al settore agricolo italiano.

A FNA sta a cuore il futuro dell’agricoltura e di chi la coltiva ogni giorno.

Per maggiori informazioni visita il sito: www.fondoagricat.it